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“La casa sopra i portici” di Carlo Verdone.

Immagine di copertina

Sinossi

Carlo Verdone si racconta per la prima volta in un flusso di ricordi ricco, sorprendente, tenero ed esilarante. Si parte dalla giovinezza e dal vissuto nella mitica casa paterna, grande protagonista del libro: l’incontro con Vittorio De Sica, il rapporto con i genitori e i fratelli, gli scherzi (tanti, fulminanti), le prime esperienze sentimentali ma anche i drammi famigliari. E poi il cinema: i primi passi al Centro Sperimentale sotto la guida di Roberto Rossellini, la genesi dei film, i retroscena, gli aneddoti più inediti e divertenti, il rapporto con gli attori. Quindi le amicizie che hanno segnato la sua vita: Sergio Leone, Federico Fellini e Massimo Troisi. E senza tralasciare il grande amore di Carlo per la musica: i primi concerti di Beatles e Who, gli incontri con David Bowie, David Gilmour e Led Zeppelin. Un libro per scoprire un “privato” inedito e i molteplici aspetti di un regista, attore, autore che ha ammaliato, divertito, fatto riflettere generazioni di italiani. Un artista che – attraverso la sua trentennale carriera – ha tracciato un formidabile, lucido, disincantato e talvolta spietato ritratto del nostro paese.

Recensione

La casa sopra i portici è un libro di Carlo Verdone, edito da Bompiani nel marzo 2012.

Già il titolo dell’opera introduce un luogo, anzi il luogo che rappresenta il baricentro della storia. La casa sopra i portici è la casa dove Carlo Verdone è nato e ha vissuto i suoi primi trent’anni. La casa dove Mario Verdone e Rossana Schiavina, suoi genitori, costruirono la loro famiglia.

L’incipit del racconto è la riconsegna delle chiavi di quella dimora, avuta in affitto dal Vaticano, all’addetto del vicariato dopo la morte del padre. 

Nell’attesa dell’arrivo dell’uomo, Carlo, tra quelle stanze ormai spoglie di mobili, rivive e ci dona i momenti salienti della propria vita. Se la prima immagine che abbiamo è quella di un ambiente vuoto, ormai spoglio, dove anche i passi e il respiro si propagano in un’eco fredda senza vita, a poco a poco quegli stessi spazi riprendono colore, calore. Si riempiono di odori, di voci, di musica, di persone. La casa diventa il palcoscenico della saga familiare. Uno schermo cinematografico dove è stato proiettato il film più importante di Carlo, quello della sua gioventù. Ma la metamorfosi dell’appartamento va oltre, fino a divenire un locus animae, un tempio edificato nello spirito del protagonista capace di sfidare il tempo e divenire scrigno etereo di valori, sentimenti, della sua stessa identità.

Così vediamo il salotto ospitare celebri personaggi del calibro di Federico Fellini e Vittorio De Sica. Eh già…, Mario Verdone fu un importante storico del cinema, stimato da registi e attori d’indiscusso valore che instaurarono con lui profondi rapporti di amicizia. Ma nel fulgore di questi informali eventi culturali, vediamo un bambino curioso origliare e spiare da un piccolo pertugio gli incontri dei grandi, ai quali non gli era permesso partecipare. L’umanità, la quotidianità irrompe prepotente nell’eccezionalità. Parimenti, molto tempo dopo, nello stesso soggiorno vedremo Cristian De Sica, compagno di banco di Carlo al liceo, venire a chiedere la mano della sorella, come solo lui poteva fare.

Dal racconto esce un Carlo Verdone che non ti aspetti. Un uomo che cela dietro la sua ironia ed esilarante comicità, un animo sensibile, dove la tenerezza contrasta con la volitività, la malinconia con una forte spinta alla vita e alla leggerezza. Un’anima capace di percepire la bellezza come una presenza immane che riveste ogni cosa e che dona anche alle circostanze più tragiche un’aura romantica. Un fanciullo che si ritirava nel grande terrazzo in solitudine e rimaneva incantato di fronte al panorama di una Roma accesa dalla luce di un tramonto o che gettava lo sguardo nelle finestre aperte delle case altrui immaginandosi la vita di persone sconosciute. Un io desideroso di emergere, di affermarsi, di farsi notare, ma geloso della sua intimità, dei suoi affetti. Un attore e regista fine conoscitore delle dinamiche esistenziali, degli stereotipi umani, della invadenza e della scabrosità dell’agire di oggi, ma capace di conservare il garbo e il rispetto d’altri tempi.

La narrazione scorre veloce, coinvolgente, portando il lettore attraverso la vita del protagonista che si intreccia a quella di personaggi indimenticabili e indimenticati come Alberto Sordi e Sergio Leone. Un libro profondo, intimo, in cui l’ironia ha la funzione di addolcire quella malinconia del vivere che spesso riveste le nostre esistenze.

Dettagli libro

TitoloLa casa sopra i portici
AutoreCarlo Verdone
EditoreBompiani
GenereNarrativa
FormatoLibro
Pagine282
PubblicazioneMarzo 2012
Prezzo11 Euro
Link di acquisto
https://www.amazon.it/casa-sopra-i-portici/dp/8845276112/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=&sr=

Cenni biografici sull’autore

L’attore e regista Carlo Verdone

Carlo Verdone, nato a Roma, è attore, regista, sceneggiatore. Figlio del celebre storico del cinema Mario Verdone, Carlo consegue, nel 1974, il diploma di regia al Centro Sperimentale di Cinematografia, sotto la direzione di Roberto Rossellini. Nel 1975 si laurea in Lettere Moderne, presso l’Università di Roma La Sapienza, con una tesi su L’influenza della letteratura italiana sul cinema muto. Tra il 1970 e il 1975 realizza cortometraggi in super8 (Poesia solare, Allegoria di primavera, Elegia notturna) e documentari (Il castello nel paesaggio laziale, L’Accademia Musicale Chigiana). Dopo alcune esperienze teatrali in ambito universitario, nel 1977 esordisce sul palcoscenico con lo spettacolo Tali e quali (Teatro Alberichino), al quale seguiranno Rimanga tra noi (Teatro Alberico, 1977) e Senti chi parla (Teatro Piccolo Eliseo, 1980). Dopo l’esordio in televisione nel fortunato varietà di Enzo Trapani Non stop (1978), avviene l’incontro decisivo per la sua carriera: quello con Sergio Leone, dal quale scaturiscono Un sacco bello e Bianco, rosso e Verdone. Da quel momento i suoi successi cinematografici, spesso in bilico tra conicità e intimismo, non sono mai finiti: Borotalco, In viaggio con papà, Io e mia sorella, Compagni di scuola, Maledetto il giorno che t’ho incontrato, Al lupo al lupo, Perdiamoci di vista, Viaggi di nozze, L’amore è eterno finché dura, Manuale d’amore, Il mio miglior nemico, Io loro e Lara, Posti in piedi in paradiso. Nel febbraio 2021 esce con il suo ultimo libro La carezza della memoria.

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