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Lo scrittore Diego Galdino tra il successo internazionale e il bar di famiglia.

Diego Galdino
Lo scrittore romano Diego Galdino

Diego, sono felice di ospitarti nel mio salotto letterario. A dir la verità, come puoi vedere, è più una stanza accogliente riscaldata dalla rasserenante fiamma di un camino. Qui, in questo luogo dell’anima con grandi librerie alle pareti, dove sono custodite le opere che hanno nutrito e curato il mio spirito nel corso di tanti anni, ho incontrato scrittori e artisti cercando di stabilire con loro una profonda empatia. Quei confronti mi hanno arricchito molto e affascinato i lettori che seguono il blog. Sono sicuro che anche oggi sarà un’occasione speciale di cui porterò il ricordo.

Diego, sei nato a Roma nel 1971. Come tu stesso hai detto in un’intervista, tua madre e tuo padre ti hanno cresciuto all’interno del loro bar. E’ vero che tenevano la culla dietro il bancone? Al di là di questo aneddoto, desidererei che tu mi parlassi dei tuoi genitori, della tua fanciullezza, di quei profumi e sapori di una Roma che sembra così lontana dai nostri giorni.

Ebbene sì, sono nato nel bar dove ancora oggi faccio i caffè. A mia madre le si sono rotte le acque su quello stesso bancone. Il profumo che permeava la culla dietro la cassa era quello del caffè, che ancora oggi accompagna le mie giornate da barista. I miei genitori sono entrati nel bar che erano fidanzati, giovanissimi e innamorati e nello stesso Bar hanno festeggiato i cinquant’anni di matrimonio. Loro per me sono sempre stati un esempio di come dev’essere una storia d’amore straordinaria. Vissuta in una Roma che ricorda il film Poveri ma belli. 

All’età di sedici anni, cominciasti a lavorare ufficialmente nel bar, mentre stavi frequentando le scuole superiori. Ancora non sapevi che ti stava attendendo un futuro da scrittore. Quali erano i tuoi sogni? Cosa ti aspettavi dalla vita?

Grazie ad Indiana Jones il mio sogno era quello di fare l’archeologo. Mi vedevo a trascorrere la vita in viaggio per il mondo. Alla fine il destino ha deciso che per me era meglio viaggiare solo con la fantasia.

Una ragazza fu il catalizzatore che ti portò tra le braccia del tuo destino. Frequentandola, ti fece scoprire e apprezzare le opere della scrittrice inglese Rosamunde Pilcher. I suoi romanzi sentimentali pizzicarono delle corde della tua anima, facendole iniziare a vibrare. Successivamente la giovane ti ispirò ad avventurarti in un meraviglioso viaggio in Cornovaglia per scoprire i luoghi dove si ambientavano le storie dell’artista anglosassone. Ad dir la verità, fu più un bellissimo gesto dettato dal cuore che ti spinse a intraprendere questo pellegrinaggio sentimentale: visto che lei non poteva muoversi per problemi di salute, avresti messo a disposizione i tuoi occhi, nonchè gli altri sensi, per catturare quante più impressioni e portargliele in dono al ritorno. Già questo evento potrebbe divenire la trama di un libro. Diego, parlami delle emozioni che ti accompagnarono durante il viaggio. Fu in questa occasione che percepisti prepotente il desiderio e l’esigenza di scrivere?

Fu uno dei viaggi più belli della mia vita. Attraversare quei paesini con i nomi dei santi mi ha cambiato la vita. Il Diego Galdino scrittore è nato sulle verdi scogliere della Cornovaglia. La letteratura mi aspettava lì. Ancora oggi ripensando a quel viaggio, mi pervade una grande emozione. 

Diego Galdino
Lo scrittore Diego Galdino firma una copia di un suo libro a una lettrice

Lavorare in un bar, anche se mossi da un grande amore per la propria professione, richiede molte energie, facendoti arrivare a chiusura privo di forze. Mettersi a scrivere dopo cena, o alzarsi la mattina presto per farlo, richiede una motivazione titanica, specialmente quando ancora non ti conosce nessuno e lo fai per passione. Quando cominciò a nascere “Il primo caffè del mattino”? Ti rendevi conto che stavi stendendo un libro che avrebbe avuto un grande successo? Inoltre, le prime volte che lo hai presentato a delle piccole o medie case editrici, immagino che i responsabili ti avranno detto di tutto e di più, miopi nel loro pessimistico pseudo realismo editoriale. Quando la Sperling & Kupfer del Gruppo Mondadori di comunicò che ti avrebbe pubblicato, cosa provasti?

Il primo caffè del mattino” è nato casualmente, ho messo in quelle pagine tutto me stesso e il mio bar con tutti i suoi clienti. Era un romanzo vero, senza filtri. La Sperling cercava in quel periodo un Nicholas Sparks italiano e ha trovato me… Il mio migliore amico era solito dirmi…”Se Dio ti ha dato questo dono un motivo ci sarà!” Quando è arrivata la Sperling, ho capito qual era il motivo di cui parlava sempre il mio amico.

Con “Il primo caffè del mattino” arrivò il successo: la tua Roma che veniva a chiederti la dedica sul libro facendo la fila fuori dal bar Lino, le interviste al Tg della Rai, la conquista dei lettori tedeschi, austriaci, svizzeri, polacchi, bulgari, serbi, spagnoli, sudamericani, l’accostamento al talento di Nicholas Charles Sparks

Nicholas Sparks è meglio lasciarlo stare, potrebbe citarmi per diffamazione. Lui è un maestro inarrivabile. Io cerco di mettere su carta il mio essere imperfetto. Raccontando i momenti belli e brutti della mia vita attraverso i protagonisti delle mie storie.

Diego il 14 Febbraio di quest’anno sei uscito con il tuo nuovo romanzo intitolato “Una storia straordinaria” pubblicato dalla casa editrice Leggereditore. Lo hai definito la storia d’amore più bella che tu abbia scritto. Mi vuoi parlare di questa tua opera?

“Una storia straordinaria” nasce una domenica mattina durante una passeggiata al Giardino degli aranci sull’Aventino insieme alle mie figlie. Guardandole, mentre si facevano dei selfie con alle spalle un panorama unico, ho pensato cosa avrei fatto se mi fosse stata tolta improvvisamente la possibilità di guardare le persone che amo, Roma, i film. Così ho chiuso gli occhi e quando l’ho riaperti è nata la storia di Luca e Silvia. 

Lo scrittore Diego Galdino nel suo bar

Ti vorrei offrire un caffè, ma forse è meglio che lo prepari tu. Diamo a Cesare quel che è di Cesare. Là c’è una macchina professionale, fa come fossi al tuo bar. Ti prego solo di descrivermi, mentre lo fai, come si prepara un buon espresso senza celare i tuoi piccoli segreti…

Il caffè si prepara seguendo alcune regole fondamentali. La tazzina dev’essere molto calda, il filtro pulito accuratamente e la polvere inserita all’interno del filtro in modo preciso e schiacciata con molta cura. Si lascia scaricare l’acqua per togliere i residui dell’estrazione precedente e infine si rimette il braccio al suo posto e si preme il tasto stando attenti a non farlo troppo lungo, ma soprattutto mettendoci passione e amore… Perché se ci mette l’amore viene tutto più buono.

Diego, sono veramente felice di avere avuto la possibilità di conoscerti e di discorrere con te. Sei uno scrittore coinvolgente che riesce con i suoi libri a far sognare i lettori conducendoli nelle magiche atmosfere dell’amore, ma soprattutto sei un uomo sensibile che ha saputo mantenere la semplicità e l’umiltà nonostante il successo. Ti saluto ringraziandoti per la disponibilità, nella speranza di poter venire presto a Roma a trovarti al bar Lino, quando sarà passata l’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus e potrai finalmente riaprire.