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Lo scrittore Franco Forte: tra i romanzi di successo, il ruolo di Direttore Editoriale delle collane da Edicola Mondadori, il giornalismo e la promozione culturale.

Lo scrittore Franco Forte

Buona sera Franco. E’ un grande onore averti ospite nel mio salotto virtuale. Un luogo dell’anima, oltre lo spazio e il tempo, dove tutto si ferma. Qui possiamo rilassarci… quando vi si entra non abbiamo più niente da rincorrere o da cui fuggire. Abbiamo solo da navigare leggeri parlando di libri, di cultura, di vita.

Franco, possiamo dire che “la tua vita è un libro”, ma anche che “i libri sono la tua vita”. Quando hai capito che scrivere è la tua mission?

Non lo so, o forse non c’è mai stato niente da capire. Tutte le mie scelte di vita sono andate in questa direzione, fin da bambino, fin da quando, all’età di 10-11 anni, lessi un libro che mi regalò mio padre, “Il vento sull’erba nuova” di Klara Jarunkova. Fu il passaggio dal mondo fatato dei fumetti, che divoravo in modo morboso, a quello della narrativa, che mi spalancò orizzonti ancora più vasti. Da allora non sono più uscito dal sentiero della lettura e della scrittura, arrivando a farne una professione, oltre che una vera e propria ossessione. Prendendomi anche qualche bella soddisfazione, visto che ho vissuto la gioventù in una casa straboccante di Gialli Mondadori, Urania e Segretissimo, di cui mio padre era feroce lettore, per poi arrivare nel 2011 a dirigere queste stesse collane. Un sentiero complicato, fatto di tanta gavetta, bastonate sul coppino e consigli preziosi da maestri dell’editoria che non scorderò mai.

Hai pubblicato 20 romanzi. Ti sei confrontato con diversi generi letterari, arrivando anche a creare originali contaminazioni. A quale ti senti più legato? Quale ti dà più stimolo?

In realtà i romanzi sono un po’ di più, credo 23, ma conta poco. Quello che è vero è che ho attraversato diversi generi, partendo dalla fantascienza per toccare lo storico, il thriller, il giallo storico, il fantasy, persino l’epico mitologico. Impossibile dire quale terreno mi sia più congeniale, banalmente credo che ogni volta per me sia come affondare in un contesto pieno di fascino tutto da scoprire, per arrivare a perdermi nell’affabulazione della scrittura e del processo narrativo. Di certo, il romanzo storico è quello che mi ha dato più soddisfazioni in termini di copie vendute, ma visto che mi ritengo un esperto di più generi letterari, credo di sapermi muovere bene anche in altri campi, il giallo e il thriller prima di tutti. Il romanzo che sto scrivendo adesso, infatti, rientra in questo genere.

Dietro un romanzo storico vi è sempre un grande lavoro di ricerca: studio di testi, viaggi, incontri con persone che possono offrire informazioni inedite o ipotesi suggestive. Quale libro ti ha regalato un indimenticabile percorso/vissuto d’indagine?

Ogni libro lo ha fatto, perché il mio tentativo è sempre stato quello di raccontare non solo periodi storici interessanti, ma soprattutto la vita, le emozioni, i pensieri di grandi personaggi. Approfondire la psicologia di uomini come Nerone, Caligola, Annibale, Scipione l’Africano, Gengis Khan, Giulio Cesare e tanti altri, non è stato semplice, ma quando, durante il processo di scrittura, sono arrivato a immedesimarmi con loro, per offrire al lettore un punto di vista privilegiato per seguire le loro imprese, ho dovuto attingere a tutti gli studi fatti, mesi e mesi di lavoro per ciascun romanzo, prima di iniziare a scrivere. E dunque è il giusto mix di queste componenti (la ricerca del contesto in cui si svolge una vicenda e l’approfondimento psicologico dei protagonisti) a decretare il successo di un buon romanzo storico. Spero di essere riuscito a farlo con alcune delle mie opere.

Lo scrittore Franco Forte

Quando si scrive ai tuoi livelli, niente è lasciato al caso. Si definisce il pubblico di lettori al quale ci si vuole rivolgere, da lì si struttura la narrazione, si creano i personaggi e via dicendo. Rimane un po’ di margine per l’improvvisazione, per l’inserimento di qualche jolly artistico? L’essere un celebre scrittore a volte crea molti vincoli, ingessa la spontaneità, può soffocare il sacro fuoco dell’ispirazione. Ti è mai capitato? Ti diverti ancora a scrivere?

Io mi diverto sempre a scrivere, perché per me è un po’ come respirare: non potrei farne a meno! Detto questo, quello che dici è vero: quando si ha un folto pubblico che ti segue, non è facile improvvisare, e soprattutto si rischia tanto, quando si esce dai percorsi già tracciati, quando si prova a indagare nuovi territori o a scrivere qualcosa di diverso. A volte il pubblico ne rimane deluso, perché si aspetta da un autore che ha apprezzato qualcosa di simile a quanto già letto. Ma il lato positivo della medaglia è che se in questo modo si perde qualche lettore, forse si riesce a guadagnarne altri incuriositi dal nuovo lavoro, e questo è sempre stimolante. L’importante è costruire sempre storie coerenti e ben strutturate, che facciano sentire a casa propria il lettore appassionato del genere letterario a cui si riferiscono, per divertirsi con il tipo di narrativa che più gli piace. Un esercizio difficile, che non sempre si è in grado di fare, se non si conoscono a fondo tutti i risvolti dei generi letterari che si intende approfondire. Ma se come dici tu divampa il sacro fuoco dell’ispirazione… be’, non si possono mettere paletti o erigere staccionate, perché andrebbero presto in cenere. E dunque è giusto che uno scrittore possa scrivere sempre di ciò che lo stimola. Che poi è quello che faccio io…

Franco ho letto il tuo ultimo romanzo scritto a quattro mani con Scilla Bonfiglioli: “La bambina e il nazista”. Lo trovo meraviglioso. Vorresti parlarmi di questo tuo ultimo progetto? Magari inserendo qualche aneddoto inedito?

Questo romanzo era in gestazione da moltissimo tempo, da quando mi ero imbattuto in una testimonianza durante il processo di Norimberga per i crimini nazisti, in cui si svelava che un ufficiale delle SS aveva salvato la vita a una bambina ebrea di origini olandesi, in due diversi campi di prigionia polacchi. Non sono mai riuscito a trovare altro su questa vicenda, nessuna spiegazione di cosa sia davvero accaduto, come abbia fatto quell’ufficiale a salvare la bambina dall’inferno delle camere a gas, così questa storia è rimasta lì a sedimentare, fino a quando non ho capito che era arrivato il momento di darle vita. Non come storico, ma come narratore. Grazie all’aiuto di Scilla Bonfiglioli, che ha approfondito lo scenario devastante dei campi di sterminio nazisti, abbiamo messo insieme una storia ispirata a quelle poche righe che avevo trovato negli atti del processo di Norimberga, dando la nostra interpretazione di come (e soprattutto perché) un ufficiale delle SS possa avere messo a repentaglio la propria vita per aiutare una perfetta sconosciuta a scampare a morte certa nelle camere a gas. Alla fine questo libro vuole raccontare una drammatica vicenda di rapporti tra padre e figlia, di amore sincero, puro, che riesce a opporsi con forza agli orrori della guerra della Soluzione Finale messa in campo dai nazisti. E lo fa attraverso un punto di vista inedito, forse dissonante: quello di un uomo che è parte stessa del sistema, che si trova invischiato suo malgrado in una discesa negli inferi che non gli appartiene. Ma scorge una luce, in quelle tenebre asfissianti: la luce degli occhi innocenti di una bambina spaventata, e questo gli darà la forza e il coraggio per opporsi a una follia che non ha giustificazioni, e che pure ha fatto milioni di vittime innocenti.

Lo scrittore Franco Forte

Franco, sei direttore editoriale delle collane da edicola Mondadori e, sempre per la stessa casa editrice, sei editor degli Oscar. Cosa vuol dire collaborare con un colosso editoriale di questa portata? Cosa ti ha dato e cosa pensi di aver donato a questo gruppo? Molti si chiedono qual è il clima che vi si respira, quale la policy aziendale. E’ rimasto qualcosa della vecchia tradizione editoriale dove lo scrittore aveva un rapporto personale/umano con l’editore?

So bene che all’esterno del mondo editoriale si pensa che ci siano chissà quali stanze segrete nelle grandi case editrici dove tutto avviene in modo preordinato, per dare spazio solo ai potenti, agli intrallazzati e a chi, anziché avere doti e talento, dispensa solo le giuste conoscenze e qualche forma di potere personale. Be’, vi assicuro che non è così. In Mondadori ci sono editor che lottano ogni giorno per scovare talenti nuovi e opere di valore da proporre al pubblico, che sudano e faticano per lavorare con gli autori, per dare loro una possibilità di farsi leggere e apprezzare. E ogni volta che esce un libro, per noi editor è come se nasca un figlio, e ci diamo da fare al massimo per cercare di promuoverlo, cullarlo dolcemente, sospingerlo verso un possibile, radioso futuro. Il problema, poi, è che la gente nemmeno si accorge di queste opere, perché non vede gli autori in TV, non ne sente parlare in radio o sui giornali. Solo qualcuno ce la fa, grazie al passaparola, ma si tratta di pochi casi all’anno, contro migliaia di libri pubblicati. Eppure noi editor abbiamo creduto in tutti questi libri, nessuno escluso, altrimenti non li avremmo pubblicati. È il nostro lavoro, ce ne rendiamo conto, e non ce ne mortifichiamo: continuiamo a leggere, a scovare nuovi talenti, a proporli al pubblico nella speranza che piacciano tanto quanto sono piaciuti a noi, anche se le risorse per promuovere tutti non ci sono, e dunque spesso si tratta di veri e proprio salti nel buio. Bisogna capire che per una casa editrice è molto più facile investire gli sforzi della comunicazione e dell’ufficio stampa nella promozione di un libro che già si sa sarà un successo, portandolo da 100.000 copie vendute a 120.000, piuttosto che spendere tempo, energie e denaro per promuovere un esordiente che a fatica potrà raggiungere le 5000 copie vendute. Senza contare che queste nuove proposte sono davvero tante, più di quanto chi critica gli editori immagina: cercate le uscite del 2019 di Mondadori (non solo tra quelle che compaiono nelle classifiche), e vedrete quante migliaia di libri sono stati pubblicati. Questo è ciò che facciamo come editor: lavoriamo incessantemente per cercare di fornire ai lettori buoni libri da leggere. A volte ce la facciamo, se non altro perché questi libri arrivano al successo, altre no, perché il pubblico ne ignora l’uscita e li lascia cadere nel dimenticatoio. E per questo ci piange il cuore, perché come detto noi ci abbiamo lavorato tanto, allo stesso modo dei libri più fortunati. Ma questo è il Grande Gioco dell’Editoria.

Hai un sito personale interessantissimo e ben strutturato, dove vi sono contenuti di livello. Grazie a esso sono venuto a conoscenza che hai creato un canale YouTube dove sono caricati dei video in cui dai delle vere è proprie lezioni gratuite di scrittura per autori emergenti. Personalmente mi sono state molto utili. Trovo che questa iniziativa sia meravigliosa. Il voler condividere la tua conoscenza, la tua esperienza per far crescere persone che sognano di diventare scrittori è un gesto di sensibilità, di impegno sociale e un potente strumento di genesi culturale. Come è nata l’idea?

L’idea nasce dal fatto che continuamente, tutti i giorni, ricevo richieste da parte di aspiranti scrittori su vari argomenti legati al mondo editoriale e alla scrittura. All’inizio rispondevo come potevo, ma poi queste richieste sono diventate una marea incalzante (forse proprio perché si è sparsa la voce che qualcuno, dall’editoria che conta, rispondeva davvero!) a cui non sono più riuscito a tenere testa, e questo mi è dispiaciuto. Perché alla fine io sono uno scrittore ma anche un editor, e per le collane che curo sono sempre alla ricerca di bravi autori da scoprire e da lanciare. Ma la stragrande maggioranza degli esordienti che mi passa per le mani ha grossi problemi tecnici, di cui non conosce nemmeno l’esistenza, e dunque rischia di bruciare ottime idee che potrebbero dare vita a ottimi libri. Avendo però un po’ più di dimestichezza con il mondo editoriale, con le tecniche di scrittura e con i trucchi che ogni autore sfrutta per migliorare le proprie opere, in tanti potrebbero diventare scrittori a tutto tondo, e a me potrebbero interessare per le mie pubblicazioni. Così ho cominciato a fare dei video per spiegare i concetti basilari, le problematiche a cui più spesso si va incontro quando si scrive, a dare qualche trucco e consiglio per cercare di far capire agli autori che la sola ispirazione, il solo processo creativo spesso non bastano a dare vita a un buon libro. Il canale “Scuola di Scrittura” su Youtube nasce così, raccogliendo non solo i miei video ma anche quelli di tanti altri scrittori professionisti che mi stanno aiutando a far capire meglio i contorni e le sfumature dello sfaccettato mondo della narrativa.

Lo scrittore Franco Forte in un’intervista radiofonica.

Ma non è finita qui. Franco Forte è anche un giornalista professionista, direttore di magazine e collaboratore di importanti quotidiani. Scrivere un articolo ha un fascino diverso da stendere un racconto o un libro? Lo charm delle redazioni dei quotidiani ha un ascendente su di te?

Ho fatto il giornalista a tempo pieno per moltissimo tempo, arrivando ad assumere la direzione di mensili e settimanali, e credo sia stata una palestra formidabile. Il giornalista è abituato a scrivere quasi ogni giorno, a cimentarsi con il “foglio bianco” anche quando non ne ha voglia, quando l’ispirazione è a zero ma il giornale deve uscire. E questo ti insegna molto, ti prepara e ti aiuta a superare le difficoltà, quando si passa alla narrativa. Forse è proprio per questo che molti giornalisti hanno grande facilità a prendere in mano la “penna” e mettersi a scrivere romanzi, anche se non sempre il mestiere riesce a sopperire al talento. Ma certo avere una buona base tecnica alle spalle aiuta, eccome.

Infine abbiamo un Franco Forte sceneggiatore, autore di celebri fiction. Sembra che creare universi concatenando parole in frasi, come piccoli mattoncini per costruire “ponti di comunicazione”, sia la tua vocazione, il tuo contributo alla società. Ci vuoi regalare qualche aneddoto su questa tua esperienza televisiva?

Scrivere per la TV è divertente ma anche faticoso e, a volte, mortificante. Nel senso che se scrivi un romanzo, quello che viene pubblicato è il tuo prodotto, è il mondo che hai costruito, è tutto tuo. Ma se scrivi la sceneggiatura di una puntata di una fiction… be’, può succedere che poi, quando la guardi in TV, tu non riesca nemmeno a riconoscerla. Perché la tua sceneggiatura passa per le mani di mille persone diverse, prima di diventare una sequenza di immagini: il produttore, gli story editor, il regista, gli addetti alla produzione, persino gli attori. Ognuno dice la sua, cambia, stravolge e modifica senza più interpellare lo sceneggiatore, se non per fare interventi mirati, perché scrivere per la TV significa vendere il proprio lavoro a chi può farne ciò che vuole per le sue esigenze produttive e artistiche (non dimentichiamo che su piccolo e grande schermo contano più i registi degli autori). E così tu scrivi, poi quello che ne verrà fuori… potrebbe non piacerti per niente!

Ringraziandoti per la tua disponibilità e gentilezza, concludo con un’ultima domanda. Un jolly che mi lascio sempre alla fine di un’intervista. Se potessi scegliere uno scrittore del presente o del passato, con chi vorresti prendere un aperitivo? Cosa ordineresti?

Ah, se potessi sedermi a un tavolo del mio bar preferito con Italo Calvino… avrei mille domande da fargli, sorseggiando un buon vino d’annata! In mancanza di questo, mi accontento ogni tanto di leggere le lettere che, come editor di Einaudi, inviava agli autori che promettevano di produrre opere interessanti, per stimolarli a seguire la strada giusta, dando loro consigli o bacchettandoli sulle dita per gli errori che commettevano. Autori all’epoca sconosciuti, ma che poi si sono fatti valere, come Sciascia, Cassola, Fenoglio e molti altri…

Cenni biografici autore e opere

Franco Forte nasce a Milano nel 1962, giornalista professionista, scrittore, sceneggiatore e consulente editoriale. Dal 1° luglio 2011 è il Direttore Editoriale delle collane da Edicola Mondadori (I Gialli Mondadori, Segretissimo, Urania, ecc).

Come autore ha pubblicato i romanzi “La bambina e il nazista” scritto con Scilla Bonfiglioli (Mondadori, 2020), “Romolo – Il primo re” scritto con Guido Anselmi (Mondadori, 2019),  “Cesare il conquistatore” (Mondadori, 2017), “Cesare l’immortale” (Mondadori, 2016), “Caligola – Impero e Follia” (Mondadori, 2015), “Ira Domini – Sangue sui Navigli” (Mondadori, 2014), “Gengis Khan – Il figlio del cielo” (Mondadori, 2014), “Il segno dell’untore” (Mondadori, 2012), “Roma in fiamme” (Mondadori 2011), “I Bastioni del Coraggio” (Mondadori 2010), “Carthago” (Mondadori 2009), “Operazione Copernico” (Mondadori 2009), opzionato da Dino De Laurentiis per una riduzione cinematografica, “La Compagnia della Morte” (Mondadori 2009), “La stretta del Pitone” (Mursia 2005), “Il figlio del cielo”(Mondadori 2000), “L’orda d’oro” (Mondadori 2000), da cui ha tratto anche uno sceneggiato TV su Gengis Khan prodotto da Mediaset. Sempre nel 2000 ha pubblicato “China Killer” (Marco Tropea Editore), un thriller di ambientazione milanese dai toni forti. Il suo esordio risale al 1990, con il romanzo “Gli eretici di Zlatos” (Nord). Nel 1996 ha pubblicato la raccolta di racconti “Chew-9” (Keltia Editrice). Per Delos Books ha pubblicato “Il Prontuario dello scrittore”, un manuale di scrittura creativa per gli autori esordienti, giunto alla settima edizione e il saggio “Come partecipare ai premi letterari (e vincere)” insieme a Fabrizio Bianchini. Nel 2002 con Solid è uscito il romanzo “Ombre nel silenzio”, scritto insieme a Luigi Pachì. Come antologista ha curato i volumi  “Fantasia”, “Horror Erotico” e “Cyberpunk” (Stampa Alternativa), “Terzo Millennio” (Avvenimenti), “Strani giorni” (Mondadori)  e “I mondi di Delos” (Garden). Ho tradotto dall’inglese “Aristoi”  e “Metropolitan” (Mondadori) e “L’era del flagello” (Delos Books) di Walter Jon Williams, “Meglio non chiedere” di Donald E. Westlake (Marco Tropea Editore), “Il segreto dei Donovan” di Frederik Pohl (Delos Books), “La guerra dei robot” di Harry Harrison (Delos Books) e, dal tedesco, “Q come Caos” di Falko Blask (Il Saggiatore).
Per Mediaset è autore per le serie TV “Distretto di Polizia” e “RIS: Delitti imperfetti“, e ha scritto la sceneggiatura del film TV “Giulio Cesare“.
Come giornalista collabora a diverse importanti testate, ha una rubrica settimanale di opinione sul quotidiano Il Cittadino ed è direttore responsabile della rivista “Writers Magazine Italia“ e del “Delos Network“, il network di siti di Delos Books.

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Sinossi

Germania, 1943. Hans Heigel, ufficiale di complemento delle SS nella piccola cittadina di Osnabrück, non comprende né condivide l’aggressività con cui il suo Paese si è rialzato dalla prima guerra mondiale; eppure, il timore di ritorsioni sulla propria famiglia e la vita nel piccolo centro, lontana dagli orrori del fronte e dei campi di concentramento, l’hanno convinto a tenere per sé i suoi pensieri, sospingendolo verso una silenziosa convivenza anche con le politiche più aberranti del Reich. Più importante è occuparsi della moglie Ingrid e, soprattutto, dell’amatissima figlia Hanne. Fino a che punto un essere umano può, però, mettere da parte i propri valori per un grigio quieto vivere? Hans lo scopre quando la più terribile delle tragedie che possono capitare a un padre si abbatte su di lui, e contemporaneamente scopre di essere stato destinato al campo di sterminio di Sobibór. Chiudere gli occhi di fronte ai peccati terribili di cui la Germania si sta macchiando diventa d’un tratto impossibile… soprattutto quando tra i prigionieri destinati alle camere a gas incontra Leah, una bambina ebrea che somiglia come una goccia d’acqua a sua figlia Hanne. Fino a che punto un essere umano può spingersi pur di proteggere chi gli sta a cuore? Giorno dopo giorno, Hans si ritrova a escogitare sempre nuovi stratagemmi pur di strappare una prigioniera a un destino già segnato, ingannando i suoi commilitoni, prendendo decisioni terribili, destinate a perseguitarlo per sempre, rischiando la sua stessa vita… Tutto, pur di non perdere un’altra volta ciò che di più caro ha al mondo. Ispirandosi a fatti drammatici quanto reali, Franco Forte e Scilla Bonfiglioli ci trasportano nelle tenebre profondissime di una pagina di storia che non si può e non si deve dimenticare – soprattutto oggi – mostrando però che persino nella notte più nera possono accendersi luci di speranza, a patto di vincere le nostre ipocrisie e lasciarci guidare dall’unica che ci accomuna tutti: la nostra umanità.

Dettagli libro

TitoloLa bambina e il nazista
AutoreFranco Forte – Scilla Bonfiglioli
EditoreMondadori 
CollanaOmnibus
GenereRomanzo storico
FormatoLibro
Pagine305
PubblicazioneGennaio 2020
Copertina Rigida
Prezzo17 Euro
Link di acquisto
https://www.mondadoristore.it/La-bambina-e-il-nazista-Franco-Forte-Scilla-Bonfiglioli/eai978880472195/