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“Porcellana” di Maria Enea.

Immagine di copertina

Sinossi

All’inizio del Settecento, la porcellana cinese è ambita da nobili e famiglie regnanti. Ma la sua formula è protetta dal segreto di stato da parte della Cina e vani sono tutti i tentativi per riprodurla. Un alchimista tedesco, Bottger, viene arrestato a Dresda e condotto al palazzo reale dal re di Sassonia, convinto che egli possa scoprirne la formula. Nel suo lavoro viene supportato dall’amico, il fisico Von Tschirnhaus. Tuttavia la ricerca rimane infruttuosa finché per caso i due non s’imbattono nella vicenda di una misteriosa donna alchimista, Osmolinda, vissuta due secoli prima…

Recensione

Porcellana è un libro della scrittrice Maria Enea, edito da 0111 edizioni nel giugno 2020.

Un titolo non d’impatto, asciutto. A dir la verità, non si riesce a capire bene se si tratti di un saggio o di qualcos’altro. Tuttavia questa semplice parola, Porcellana, riassume un microcosmo letterario che non ti aspetti, un viaggio che appena partito ti rapisce e al quale ti abbandoni senza opporre resistenza, ignaro di dove ti condurrà. Non ti chiedi quale sarà la meta, perché ogni pagina è un luogo, un punto di arrivo, che ti rapisce il cuore e ti dona emozioni. Un libro dell’hic et nunc.

Sto esagerando? Non credo. Solo il fatto di pormi questa domanda è il segno di una coscienza critica che reclama prudenza.

Cominciamo dal genere. A quale genere appartiene quest’opera? A tutti e a nessuno: una storia, un messaggio che abbatte recinti letterari per raggiungere il suo obbiettivo di universalità.

Tuttavia, proviamo a collocarla. E’ un romanzo storico? Potrebbe essere…, la trama è ambientata tra la fine del XVI secolo e l’inizio del XVIII. Due storie parallele, inizialmente a sé stanti, che si dipanano a un secolo di distanza l’una dall’altra, le quali attraverso sliding doors si alternano e che, nel procedere incalzante della narrazione, si avvicinano fino a ricongiungersi nel finale. Sì, nel prologo si avrà il quadro completo, le parti si sublimeranno in un disegno magistralmente strutturato. Qual è il filo conduttore? L’alchimia, o meglio quell’arte tra scienza e magia, tra materia e spirito, tra volontà di controllo degli elementi e aspirazione alla libertà nella loro ascesi. La ricostruzione del periodo interessato è ben fatta, ma mai ostentata. Maria Enea si muove con competenza e disinvoltura dipingendoci egregiamente costumi, usanze, oggetti tipici dell’arco temporale in cui agiscono i personaggi, però… Le Fiandre e la Sassonia, tra la fine del Rinascimento e l’inizio dell’età illuministica, sono solo il palcoscenico dove s’intesse la tela della scrittrice. Inoltre, anche se l’incipit di partenza del romanzo è rappresentato da un fatto documentato, il tentativo assiduo degli Europei di riprodurre, all’inizio del XVIII secolo, la porcellana importata dalla Cina, i cui maestri ceramisti tenevano stretto il segreto di fabbricazione, non mi sento di inquadrare “Porcellana” in un romanzo storico.

Forse un thriller, o più precisamente un noir? Si potrebbe optare anche per questa ipotesi. Abbiamo un delitto, un’indagine per la soluzione del caso, un’atmosfera misteriosa che tiene con il fiato sospeso, richiami a eventi al di là della realtà empirica con risonanze metafisiche, per non dire paranormali.

Ma si rischierebbe di non porre l’attenzione sulla storia d’amore con un finale a sorpresa, dove i due protagonisti sono arsi da una passione a tinte fiabesche, ma solidamente piantata con i piedi per terra, fatta di sensualità, desiderio, gelosia, dissidio, follia. Maria Enea riesce a entrare nell’animo degli amanti, a descriverne le emozioni, le passioni, raggiungendo una profonda empatia con loro. In particolare è capace di svincolare le dinamiche sentimentali dai lacci del tempo, rendendole profondamente attuali. Quale donna non è portata a identificarsi con Osmolinda? Un personaggio che si staglia titanico nella sua caratterizzazione. Eccelsa la capacità dell’autrice di dare forma e vita a questa giovane. In lei: forza e fragilità, fiducia e disillusione, coraggio e paura, ma, sopra ogni altra cosa, volontà di governare qualsiasi instabilità emotiva e difficoltà materiale per attestare la sua indipendenza, il suo ruolo di madre nel difendere i figli, il suo rifiuto a disintegrare la propria personalità e la propria mission. In un periodo storico, in cui per una donna desiderare di divenire alchimista poteva essere considerato a dir poco sconveniente, Osmolinda lotta caparbia per realizzare il suo sogno, la sua inclinazione, la sua innata tensione esistenziale. Un azzardo letterario? Si, ma non lontano da una possibile realtà. Poche decine di anni più tardi, nel 1678, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia sarà la prima donna a laurearsi in filosofia all’università di Padova, spezzando le catene di un pregiudizio consolidato che vedeva nella donna un’inferiorità intellettuale rispetto all’uomo.

Quindi un romanzo rosa con richiami sociali? No, niente di tutto ciò. Porcellana è una storia che rapisce e che fa sognare con rimandi a diversi generi letterari, ma con una propria identità: come un arcobaleno costituito da più colori può assurge, a detta degli antichi Greci, a ponte per la discesa degli Dei sulla terra, così le diverse anime dell’opera permettono alla potente visione della scrittrice di manifestarsi.

Lo stile di Maria Enea è pulito, simmetrico, scorrevole, ma in fasi incalzanti della trama si fa paratattico, incisivo, secco, denotando la capacità dell’autrice di padroneggiare varie tecniche di scrittura. Il vocabolario è esteso: si prediligono termini efficaci, semplici, ma dove è necessario, per evitare ripetizioni o per definire accuratamente un concetto, si adottano parole scrupolosamente selezionate, quasi raffinate. Il testo è scorrevole tanto da non accorgersi dello sfogliare delle pagine. Solo quando il dito si secca e si deve inumidire con la lingua, ci accorgiamo di quanto siamo andati avanti nella lettura.

La correzione di bozza a cui è stato sottoposto il testo è buona. L’editing è di medio – alto livello, non facile da trovare in una casa editrice che non sia tra le major.

In conclusione, credo che Porcellana sia un’opera di livello, aperta a un ampio target di lettori. Una storia nel tempo, senza tempo. Un libro capace di farci evadere, di portandoci via dalla quotidianità, tra antichi castelli e manieri della Germania, tra variopinti mercati delle Fiandre, tra laboratori alchemici e locande colorate dal vizio. Ma mentre siamo catapultati nel mezzo delle gioie e delle debolezze umane, aleggia su tutto un’aura magica, percepiamo la mano di un architetto geniale che mescola le carte, facendoci confondere la nostra realtà con la fantasia letteraria. Ci sentiamo parte di un divenire che collega la finzione artistica alle nostre vite; basti solo anche per un’emozione indotta, una riflessione ispirata che potrebbero farci cambiare la prospettiva su un aspetto contingente del nostro vivere.

Dettagli libro

TitoloPorcellana
AutriceMaria Enea
Editore0111 edizioni
GenereThriller storico
FormatoLibro
Pagine285
PubblicazioneGiugno 2020
Prezzo15,50 Euro
Link di acquisto
https://www.amazon.it/Porcellana-Maria-Enea/dp/8893704005/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=&sr=

Intervista

Maria, sei una insegnante di italiano e latino al liceo classico Vittorio Emanuele II di Palermo. Svolgi il tuo ruolo con grande passione e responsabilità. Oltre a istruire i tuoi alunni nello scrivere correttamente, riesci a far comprendere loro che stai dotandoli di un potente canale di espressione delle loro idee, della loro emozioni, della loro personalità? Probabilmente anche di ponte comunicativo che può metterli in contatto con l’altro, il diverso, infrangendo un potenziale isolamento esistenziale tipico dei nostri giorni? Inoltre, dedichi i tuoi sforzi per far capire ai ragazzi che dietro alle tante pagine di autori classici si nasconde la vita, si celano uomini e donne che come loro cercavano un senso e una collocazione nel mondo, spesso turbati da travolgenti passioni?

Credo che la quintessenza del mio lavoro consista proprio nell’abituarli a pensare, a guardare con occhio critico il mondo che li circonda. Non è semplice. Per vari motivi le generazioni post sessantotto accettano il mondo preconfezionato che gli adulti hanno predisposto per loro. Io cerco di educarli alla rabbia, nel senso positivo del termine che viene proposto nel saggio di Salvatore La Porta, intitolato precisamente “Elogio della rabbia.” Attraverso occhi nuovi, privi di preconcetti, si può cogliere ciò che ci accomuna con chiunque, uomo o donna, etero o non etero, ateo o musulmano, sumero o antico romano. I sentimenti che ci pervadono, ma anche i soprusi e le prevaricazioni che subiamo, non conoscono confini spaziali e temporali. Ecco perché i classici sono sempre attuali. Ed ecco perché io considero Orazio, Virgilio e Dante i miei migliori amici.

Sei una insegnante, ma anche un’autrice di poesie e di opere di narrativa. Cosa rappresenta per te la poesia? Tramite essa si può fissare nell’eternità un’emozione che ci coglie improvvisa e travolgente, spesso specchio di una consapevolezza che si svela inaspettata? Si può catturare in lei, come in uno scatto fotografico, un frammento della metamorfica bellezza che illumina l’universo?

Ecco, partirei con la seguente osservazione. Difficilmente ricordiamo a memoria brani in prosa, ma tutti, indistintamente, ricordiamo versi poetici a memoria. Come mai? Credo che ciò avvenga perché la poesia è più immediata e va dritto al cuore. La poesia colpisce come una freccia, mettendo a nudo sentimenti e stati d’animo di cui a volte non eravamo consapevoli. Alcuni versi, a qualunque tempo o civiltà appartengano, sembra che siano stati cuciti addosso a noi. La poesia trasforma in linguaggio ciò che non è verbale, è il metalinguaggio dell’anima. E’ espressione pura.

Sono stato colpito favorevolmente da Porcellana, il tuo ultimo libro edito da 0111 edizioni. La trama ha una struttura perfetta. Sembra che ci sia un architetto superiore dietro la sua progettazione. Avevi fin dall’inizio completamente in mente il suo mosaico o qualche tassello si è aggiunto nella fase di stesura dell’opera, come ispirato dalla sacra musa che bisbiglia all’orecchio di alcuni artisti? Per di più, sembri trattare l’Arte Regia dell’alchimia con grande profondità e intuizione, svelando con una non comune sensibilità i fini ultimi del suo percorso iniziatico. Questo tema centrale del tuo romanzo è stato scelto per pura funzionalità nello sviluppo di una trama avvincente o c’è qualcosa di più, delle circostanze che ti hanno avvicinato nel corso della vita a questa via ermetica di ricerca della verità ultima?

Non posso che essere felice per il tuo apprezzamento nei confronti della mia opera. Sono da sempre persuasa che non siamo nati “a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”, come dice Dante. Le scienze ermetiche sono una realtà affascinante, di cui sono riuscita a malapena a scalfire i contorni. Sono andata alla ricerca dei volumi più incomprensibili e polverosi celati nelle biblioteche. Come ci sono arrivata? Gradualmente. Inizialmente “Osmolinda” era un racconto. Nel frattempo, però, le mie ricerche nel campo alchemico erano già iniziate da un po’, perché le Scienze Ermetiche mi affascinano da sempre. Mi si è aperto un mondo, da cui, comunque, sono esclusa. Le discipline come l’alchimia sono iniziatiche, passano da adepto ad adepto. Molto probabilmente esiste da tempo immemorabile un sapere che deve essere nascosto ai più. Molto di rado si alza il velo. Basti pensare alla mole di materiale eterogeneo che ha come argomento l’antico Egitto, soprattutto la Sfinge e le Piramidi, per comprendere che potrebbero esistere verità alternative a quelle ufficiali. Credo che un intellettuale non possa non essere sensibile a certe tematiche. E suppongo che ognuno possa scegliere il proprio percorso di crescita interiore.

Indubbiamente, la tua passione, i tuoi studi, il tuo lavoro come insegnante di lettere ti hanno portato a una capacità di scrittura di livello. Tuttavia, la tua casa editrice ti ha fornito un editor con il quale confrontarti? Con cui perfezionare Porcellana? In tal caso, come è stato il vostro percorso di collaborazione?

La casa editrice ha passato il libro a una editor che si è entusiasmata, tanto da non cambiare quasi nulla. Sostanzialmente, il suo intervento è consistito principalmente nelle divisione in due di un capitolo che a suo parere era troppo lungo. Era piuttosto stupita di trovare un libro senza errori. Io sarei stupita del contrario, visto che correggo temi e versioni da più di trent’anni.

Dalla tua opera si evince la tua sensibilità per alcune tematiche di carattere sociale, in particolare per la condizione della donna e per la sua storica lotta per l’emancipazione. Percorso che, ahimè, a tutt’oggi è lontano dall’essere arrivato al termine. Mi parli del tuo impegno a riguardo, svolto anche in prima linea?

Il mio impegno nasce dall’esigenza di educare le menti delle giovani generazioni, sia di donne che di uomini. In un intervento che ho fatto in occasione della ricorrenza della giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne, ho spiegato che anche l’uomo ha nei secoli subito dei soprusi, in quanto gli è stata negata l’emotività. Piangere è una faccenda da femminucce, nella mentalità comune. Se ci fosse l’accettazione dell’umanità, variopinta com’è, non ci sarebbero problemi di violenza e discriminazione nei confronti delle donne o delle persone lgbt. Io educo al rispetto, sia con l’esempio, sia con i social. I miei libri seguono questa falsariga.

Maria, salutandoti e ringraziandoti per la disponibilità, ti auguro il meglio per questa tua ultima fatica letteraria. Mi ha regalato momenti di piacevole lettura ed è riuscita a rapirmi. Ho il presentimento che Porcellana intraprenderà un bellissimo viaggio. In fondo, è un’Opera un po’ magica che sa già a chi deve arrivare per compiersi…

Cenni biografici e bibliografia

La scrittrice Maria Enea

Maria Enea è nata a Palermo ed è laureata in lettere classiche. Sposata e madre di due figli, insegna italiano e latino al liceo classico Vittorio Emanuele II del capoluogo Siciliano. Appassionata di letteratura, arte, musica e spettacolo, è una book blogger nonché una sostenitrice attiva dei diritti delle donne. Ecologista convinta, amante della natura e ciclista per diletto, è persuasa che ognuno debba fare la propria parte per salvare il mondo.

Compone da sempre versi e opere in prosa. Ha pubblicato per Antipodes la silloge poetica Sale e cioccolato. A giugno 2020, è uscita con il suo primo thriller storico, Porcellana, edito da 0111 edizioni .

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