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“I giorni che ho perso” di Alessandro Bellomarini.

Immagine di copertina

Sinossi

I giorni che ho perso è la storia di un’amicizia profonda, capace di sopravvivere a tutto. Racconta di Giony, Ermes e Morena, dell’estate del 2006, delle loro diversità e del loro legame indissolubile. Racconta di violenza, malattia, sopravvivenza e rinascita. La notizia della morte di Morena porterà i due amici a rivivere ricordi ed emozioni lontane, accompagnando il lettore in un tormentato e profondo viaggio tra il presente e il passato, fino alla scoperta di come la morte sia non una semplice fine, ma la più grande possibilità per ricominciare. 

Recensione

I giorni che ho perso è un romanzo di Alessandro Bellomarini, edito da Porto Seguro Editore nel settembre 2020.

La trama si sviluppa su più piani temporali, magistralmente amalgamati e intrecciati, in un continuo alternarsi di flashback che simulano le dinamiche della psiche umane.

Il presente è rappresentato dall’inverno del 2019 in cui un drammatico evento porterà Ermes e Giony a rivivere una mitica estate, quella del 2006, quella dell’esame di maturità, quella segnata dal loro profondo legame con Morena.

Da subito, si palesa prepotente un deciso contrasto tra le vite di Ermes e Giony, ormai trentenni, e i loro giorni di fine adolescenza. Oggi sono persone che hanno trovato un apatico equilibrio per sfuggire alle sfide della vita e per sedare la profonda spinta dei loro cuori a una vera, ma rischiosa, realizzazione di sé. Lei accetta un rapporto che non la appaga con un uomo a cui vuole bene, ma non ama. Lui, pur di lasciare la casa dei genitori, porta avanti da alcuni anni un lavoro che lo frustra, allontanandosi da qualsiasi rapporto sociale che gli crei inquietudine. Qui è bravo Alessandro Bellomarini ad ambientare il presente in inverno, la stagione morta, del freddo, della scarsa luce, e i giorni luminosi dell’adolescenza, della scoperta, dell’osare in estate. 

Sì, in quell’estate, Morena rivoluzionò le loro vite. Vi entrò senza chiedere permesso: sfacciata, impulsiva, disinibita, incontenibile, portatrice di humus esistenziale. Lei, che non avrebbe dovuto essere la protagonista della storia, ma uno dei tre personaggi principali, si prende tutta la scena. Come chi non ha nulla da perdere in una partita di poker, rilancia sempre senza timore, ridendo beffarda alla sorte.

In quell’estate del 2006, Morena iniziò i suoi amici alla vita. Pose in loro il seme che spinge ad andare oltre il limite del conosciuto; dove la libertà prende la forma dell’autodeterminazione, anche se a volte acerba e non conveniente.

Altro contrasto, altra potente dicotomia: un ambiente, quello familiare di Morena, borderline stigmatizzato da gravi problemi economici e sociali, mentre borghese ortodosso quello degli altri due ragazzi. Ma, in verità, sono Giony ed Ermes ad avere bisogno di Morena. Sì, perché in quell’estate passata insieme, lei porrà le basi per il loro riscatto esistenziale a tredici anni di distanza. In questa circostanza, sembrano trovare conferma le parole di una nota canzone di De André:

<<dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior>>.

Forse il diamante è già perfetto, è l’ultimo stadio di trasformazione della materia, quindi stabile, non mutabile, ma per questo morto. Viceversa, il letame racchiude energia, può scaldare, nutrire, cambiare e produrre metamorfosi in altri soggetti, quindi è vita.

Un romanzo che mette in evidenza temi importanti come la violenza domestica sulle donne, l’uso di sostanze, il disagio mentale, l’emarginazione sociale, l’abuso sui minori e tanto altro ancora. Forse vi chiederete se l’autore non ha forzato la mano per far entrare nell’opera tutti questi argomenti socialmente rilevanti. No, non lo ha fatto. Quando un evento rivoluziona l’esistenza di una persona e la relega ai margini, la fa semplicemente sprofondare all’inferno. Lì, come in un imbuto, si concentra quella parte della popolazione ombra che la società cerca di tenere lontana, ghettizzata in un mondo parallelo dal quale è difficile uscire fuori.

Tuttavia, il libro è fresco, dinamico, giovane, accattivante, ricco di colpi di scena. La struttura della trama è creata magistralmente. Si ha la sensazione di una grande regia dietro le quinte. Eventi accennati vengono lasciati in sospeso e con loro la curiosità, poi ripresi da una diversa prospettiva, attraverso le vicende di un altro personaggio, arrivando a una loro soluzione che induce a plaudire.

Infine, in questo romanzo dalla vocazione cosmopolita, è da sottolineare la sua forte romanità. Attenzione, però, non la Roma del Colosseo, di San Pietro, dell’Altare della Patria, ma quella delle pensiline degli autobus, poste davanti alle saracinesche dei negozi degli egiziani, dove si accalcano la mattina presto le persone per andare al lavoro, quella dei luoghi di periferia dove si riuniscono gruppi di latino-americani a fare barbecue e a bere, quella della metro. Anche il suo mare non è certo quello del Circeo, ma quello delle spiagge libere di Ostia e Fiumicino. In poche parole, il palcoscenico principale, dove si dipana la storia, è l’Urbe che sa di sudore, in cui si consuma e logora la vita reale dei suoi abitanti.

Lo stile di scrittura di Alessandro Bellomarini è scorrevole, piacevole, mai pesante. Un libro adatto a un vasto target, ma soprattutto capace di avvicinare i giovani alla lettura.

Dettagli libro

TitoloI giorni che ho perso
AutoreAlessandro Bellomarini
EditorePorto Seguro
GenereNarrativa
FormatoLibro
Pagine261
PubblicazioneSettembre 2020
Prezzo16,90 Euro
Link di acquisto
https://www.amazon.it/I-giorni-che-ho-perso/dp/8855462091

Cenni biografici sull’autore e bibliografia

Lo scrittore Alessandro Bellomarini

Scrittore, poeta, sceneggiatore, paroliere e produttore esecutivo, Alessandro Bellomarini nasce a Roma il 21 aprile 1988.

Si diploma come ragioniere e perito commerciale all’Istituto di Istruzione Superiore Federico Caffè di Roma.

Pubblica diverse raccolte di poesie, sceneggiature cinematografiche, commedie teatrali e romanzi. E’ co-fondatore, insieme a Daniele Volante, dell’etichetta discografica Scuderia Musicale.  

PUBBLICAZIONI:

  • Radiouniverso (2012, raccolta di poesie, pubblicata per Aletti Editore)
  • Skirmish (2013, raccolta di poesie, pubblicata per Aletti Editore)
  • Il caffè sulla luna (2014, sceneggiatura cinematografica, pubblicata per Nuova Santelli editore)
  • Soli di madreperla (2015, sceneggiatura cinematografica, pubblicata per Edizioni N.O.S.M.)
  • I gradi di Orione (2017, raccolta di poesie, pubblicata per Edizioni N.O.S.M.)
  • L’eco del caos (2019, romanzo, pubblicato con Progetto Cultura)
  • I giorni che ho perso (2020, romanzo, pubblicato con Porto Seguro Editore)
Lo scrittore Alessandro Bellomarini

Riferimenti e contatti autore

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Indirizzo emailalebellomarini@virgilio.it