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“Il discorso delle stelle” di Antonio Rubino.

Immagine di copertina

Cenni biografici autore

Antonio Rubino. Classe 1978, torinese, ingegnere chimico, coltiva da sempre la passione per la letteratura. Vive e lavora a Torino dove si occupa di mercati energetici. Forse un contrasto dicotomico, quello tra mondo aziendale e letteratura, o forse è elemento fondante della creatività e della produzione letteraria.

Lo scrittore Antonio Rubino

Sinossi

Durante gli anni della guerra civile siriana e del terrorismo internazionale, prende forma l’amore tra un ragazzo italiano e una ragazza siriana, tra due esistenze con problemi molto diversi; tra chi è alle prese con il mondo produttivo del benessere, comodo e spietato, che ti spiazza continuamente perché corre troppo veloce, e chi si confronta quotidianamente con la violenza e la morte. È lo scontro tra due culture e visioni del mondo differenti, una storia di amicizia tra popoli, di guerra, che prende una piega del tutto inattesa in uno spettacolare finale. Le vite dei personaggi, movimentate e avventurose, traversate da continui pericoli, sono assimilate ai movimenti degli astri. È un romanzo unico e originale dove ogni capitolo è introdotto da un breve concetto astronomico che trova un parallelismo nelle storie dei personaggi. Personaggi che nell’arco della narrazione mutano le loro relazioni, le loro emozioni e i loro sentimenti alla ricerca di una crescita interiore.

Recensione

Il titolo e la copertina del libro fanno già intuire elementi salienti della storia narrata da Rubino. Partendo dall’infinito universo, regolato da complicate leggi fisico-matematiche, si arriva allo spazio definito degli stati, travolti spesso da guerre logoranti e prive di qualsiasi rigore logico, come quella siriana. Nella loro piccolezza gli umani, atomi in un universo popolato da infinite galassie e chissà quanti mondi, invece di difendere la sacralità della vita, si fanno guerra, si uccidono, senza pensare al miracolo che rappresenta. Sì, proprio quella vita che è il risultato di milioni di anni di evoluzione e dell’incrocio di probabilità e leggi fisico-matematiche casuali …. o, forse, necessarie.

L’autore con grande disinvoltura collega il piano razionale della fisica con quello emotivo – irrazionale dell’uomo: come l’universo è regolato da leggi matematiche, così nell’anima di ciascuno di noi la felicità risulta essere una sorta di combinazione perfetta di milioni di meccanismi interiori. Paolo, il protagonista, cade in una depressione, in un’apatia, che lo rendono incapace di amare fino in fondo la sua compagna Valentina ed esprimere la sua personalità. Si sente imprigionato da stereotipi sociali. Aborra il mondo perfetto di lei. Non si rispecchia nell’arrivismo e nell’ostentazione di ricchezze di quell’ambiente. Avrebbe tutto per essere felice, una donna bellissima e intelligente, un buon lavoro, una bella casa, ma è logorato da un profondo dolore che solo gli antidepressivi sanno lenire; come se la sua “macchina mentale” avesse un problema nei delicati ingranaggi del pensiero.

Ma cosa collega il mondo astrale fatto di numeri e leggi fisiche con quello intangibile dell’animo umano? L’AMORE! E’ questo sentimento a risolvere il guasto degli ingranaggi dello spirito, a dare un senso all’esistenza e continuità al miracolo della vita…manifestazione dell’infinito. Ogni cosa è parte di un tutto. E’ questa l’intuizione che ancora oggi rimane un insondabile mistero.

Leonore, una donna curda, attiva socialmente per portare la pace nel suo paese, scuoterà Paolo dall’apatia. Lo riporterà alla vita facendogli provare la felicità e l’amore, non solo per lei, ma anche per Awat e Kesque, i figli della sorella morta in guerra di cui si occupa. Rinascono i sensi, attratto dalla sua sensualità e femminilità. Si impegna con lei nel diffondere i principi di pace. Erompe a poco a poco la sua vera personalità, all’inizio quasi indefinita, viscida e insipida, poi forte, dai tratti coraggiosi, in grado di dare tanto alla nuova famiglia acquisita.

La morte impregna tutto il romanzo. Incombe sempre. Tuttavia, nonostante la caducità dell’esistenza, Paolo scopre la sua mission. La forza e la felicità dell’uomo stanno proprio nel perseguirla, nel trasmettere un messaggio di amore, quale forza preponderante dell’universo che va oltre la fisica di Newton e di Einstein. Alla legge di attrazione che pervade tutto l’universo, si contrappone la deriva di Hubble, secondo cui le galassie si stanno espandendo e distanziandosi. Allo stesso modo stiamo assistendo sul piano umano alla deriva dei popoli, allontanati tra di loro dalle enormi differenze culturali e religiose. L’opera di Rubino si fa portatrice di un “amore cosmico anti-deriva”:

Immagina un mondo in cui i popoli possano comunicare e scambiarsi la loro cultura, mantenendo i loro tratti distintivi, e possano vedere l’altro come risorsa per rendere più colorata la vita”.

La famiglia di Paolo contamina con la propria simpatia e i particolari modi di fare del Sud Italia Leonore, musulmana e curda, che si aprirà a loro con il sorriso senza pregiudizi o paure.

Purtroppo la deriva umana ha portato la Siria alla guerra. L’autore la descrive in tutta la sua tragicità. Ne coglie i tratti più crudi e profondi scegliendo la prospettiva proprio delle vittime e di chi la vive in prima persona: bombe che ammazzano, pallottole che non hanno pietà di madri e bambini che spesso riportano ferite irreversibili. L’opera non si fa solo denuncia della brutalità e crudeltà dell’uomo, ma anche dell’insensibilità degli occidentali assuefatti a un’informazione spesso superficiale e distorta. Nel nostro “superiore ed evoluto” mondo occidentale diventa la normalità vedere scene di uccisioni, di bombardamenti, di bambini feriti, quasi fossero film con particolari effetti speciali. Nessuno più coglie il dolore che vi si nasconde dietro. Incuranti continuiamo la nostra quotidianità convinti che quei fatti siano in un altrove troppo lontano per poterci toccare. Con la descrizione dell’attentato del Bataclan, Rubino ammonisce su questa errata convinzione. E’ un dovere di tutti partecipare alle vicende mondiali, interessarsi e sensibilizzarsi di fronte a tali tematiche, in quanto ognuno di noi può diventarne vittima.

Sembra farsi strada nel romanzo l’idea che ogni evento sia già predeterminato, che ogni vita abbia il suo solco da seguire già dal momento della nascita. In effetti la relatività einsteiniana con la curvatura spazio-temporale, permetterebbe a un osservatore posto a una distanza di milioni di anni luce da noi di vedere il passato, il presente e il futuro su uno stesso piano…. Quindi esiste il libero arbitrio o è tutto predeterminato?

La grandezza di questa opera sta proprio nel porci di fronte a questi grandi quesiti esistenziali. Con una scrittura scorrevole Rubino non fa mai perdere l’attenzione e l’interesse per la storia, portando il lettore a divorare ogni pagina fino alla fine. Da sottolineare la capacità dell’autore di cambiare il punto di vista sulle vicende a seconda dei personaggi e di strutturarne efficacemente la personalità. Infine si rivela la padronanza dei temi scientifici trattati e l’accurata conoscenza dei fatti e delle dinamiche del dramma siriano.

Dettagli libro

TitoloIl discorso delle stelle
AutoreAntonio Rubino
EditoreEmersioni
GenereNarrativa
FormatoLibro
Pagine335
PubblicazioneAgosto 2019
Prezzo15 Euro
Link di acquisto
https://www.lafeltrinelli.it/libri/antonio-rubino/discorso-stelle/9788831924474

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